Il Mulino di Borgo Cornalese

Una ruota che gira da oltre 500 anni
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Nel Borgo Cornalese, a pochi chilometri dal centro urbano di Villastellone, si conserva una preziosa testimonianza dell'attivita molitoria documentata a partire dal tardo XVI secolo.

 

La data 1592 dipinta sul prospetto laterale dell’opificio evoca l'origine antica dell'insediamento che comprendeva il mulino a tre coppie di palmenti e la pesta da canapa. I macchinari erano ospitati in due edifici distinti ubicati sulle sponde del corso d'acqua, rappresentati per la prima volta nel catasto francese di inizio Ottocento.

 

L’impianto molitorio venne ampliato pochi decenni dopo, come attesta la mappa del catasto Rabbini. In quell’occasione fu aggiunta una macina, perfezionando anche la balconera che reca la data 1834; sul finire del secolo, il fabbricato in cui si svolgeva la lavorazione della canapa, ormai in disuso, venne adibito a centrale elettrica in seguito smantellata.

 

La volumetria attuale è il risultato delle trasformazioni risalenti agli anni sessanta del Novecento quando la struttura venne sopraelevata per inserirvi tre laminatoi a cilindri della celebre ditta “Blanc”, il plansichter e il frangitutto, mentre vennero rimossi tre mole e il buratto. Il sistema ad “alta macinazione”, azionato dalla ruota idraulica ottocentesca, è rimasto in attività fino alla primavera del 2004; da allora non è più stato utilizzato.

 

L'installazione del mulino avvenne durante il governo dei Costa, consignori di Borgo, sin dalla prima meta del Quattrocento e la proprietà passò successivamente al Duca Laval Montmorency, che giunse a Borgo intorno al 1830. E' probabile che l'ampliamento dell'impianto molitorio, datato 1834, rientri nell'intervento di restauro degli edifici del Borgo, con la sistemazione della villa residenziale e la costruzione della Chiesa, attuata dallo stesso Duca.

 

II meccanismo del mulino veniva sfruttato per la produzione di energia elettrica a favore dei conti de Maistre, residenti nella villa antistante. Nel 1950, era, infatti, ancora funzionante la ruota verticale utilizzata per la produzione di energia elettrica a 120 volt per mezzo di una dinamo. La ruota azionava anche le macine in pietra all’interno della struttura. La coppia di palmenti giunta fino a noi ha continuato a produrre farina di granoturco e mangimi per animali fino al 2007 quando il mugnaio, che abita ancora nel mulino, è andato in pensione.

 

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