Cani di ogni razza, con le lunghe orecchie basse o con le orecchie dritte e a punta, a pelo lungo o a pelo rado, e ancora simpatici gatti sornioni e imponenti cavalli muscolosi: questi i soggetti della mostra “Tratti e ritratti a Borgo Cornalese” di Magali de Maistre, che sarà visitabile nella chiesa Beata Vergine dei Dolori domenica 29 marzo dalle 10 alle 17,30 (ingresso libero). Nell’ampia cappella della frazione si potranno ammirare circa 150 opere realizzate a graffite o matite colorate dall’artista che vive a Borgo con la famiglia e lavora immersa nella bellezza della campagna della frazione natia. L’esposizione raccoglie i lavori dal 2008 a oggi: è questa la sua prima personale così ampia che racconta non solo la sua professione ma anche una grande passione.

“Oltre agli animali ultimamente disegno anche case perché mio papà non lo fa più (Xavier de Maistre, noto incisore di dimore storiche – ndr) e realizzo ritratti di persone, ma disegnare animali e la parte naturalistica mi piace molto di più – commenta l’artista 36enne parlando con trasporto della propria attività – Certo, disegnare pelo per pelo richiede tempo, ma mi sono velocizzata specializzandomi con la tecnica e nella mostra si vede anche la mia crescita”. In ogni ritratto si nota l’attenzione ai particolari, tanto che il soggetto pare essere vivo e uscire dal foglio. Il lavoro parte sempre dalle foto: prima l’organizzazione per incontrare il committente e il suo animale, quando possibile, poi gli scatti a questi e la scelta di quello da cui nascerà il disegno. “Spesso mando il work in progress perché so che piace e inizia a rendere l’idea di ciò che sarà; infine consegno l’opera in una cartellina creata da me. Molto spesso è successo che il committente si commuovesse di fronte al disegno del proprio animale che non c’è più - racconta Magali – Per le case, invece, si può scegliere tra la tecnica in bianco e nero e i colori e di solito aggiungo un elemento davanti all’edificio, qualcosa di caratterizzante. Disegno anche montagne, ma i ritratti sono più complessi perché è più facile sbagliare non cogliendo un microdettaglio”.
Il suo non è un lavoro che avviene in totale silenzio. Magali accompagna le lunghe sessioni di disegno alla scrivania con l’ascolto di racconti e parole che nutrono il suo animo più letterario e la portano a viaggiare con la mente: “Mi concentro sul disegno ma intanto ascolto musica e radio, ho seguito tanti podcast di criminologia, ho ascoltato l’audiolibro Il conte di Montecristo proprio mentre a Borgo giravano la serie. A volte ascolto libri che deve leggere mia figlia più grande così poi ne parliamo insieme, l’ultimo è stato Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett”.

Figlia d’arte, fin da piccola Magali ha respirato creatività in casa ma ha cercato la propria strada seguendo attitudini e ispirazioni: “Portarsi dietro il nome è bello, ma impegnativo. All’Accademia ho provato anche la tecnica che usava mio papà, l’acquaforte, ma ho capito che non era il mio ambito per quanto affascinante. Mi piace molto di più il disegno perché si anima mentre lo esegui”. Lei, artista e a sua volta madre di una 12enne e una 7enne, condivide la propria passione anche con le figlie: “Sono molto brave manualmente e le spingo alla creatività – sintetizza Magali - Nella mostra, ad esempio, ci sarà anche un ritratto del nostro cocker spaniel disegnato dalla più piccola quando è dovuta stare a casa da scuola perché malata, allora ha disegnato accanto a me ed è stato un bel momento di condivisione”.
Diplomatasi al liceo artistico nel 2007, anni in cui ha scoperto la tecnica con le matite e il disegno realistico, Magali si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Torino nel 2011: “Per la tesi ho realizzato un diario di viaggio in Australia partendo dagli schizzi fatti sul momento durante un viaggio di due mesi, di cui ho poi curato i dettagli grazie alle foto. Il professore mi aveva consigliato di usare gli acquerelli, ma io ho scelto le matite ed è venuto un bel lavoro”. I primi disegni di Magali come ritrattista di animali sono stati creati per il libro Vita da cani. Confessioni di un capobranco scritto dalla madre Caterina Gromis di Trana ed edito da Blu Edizioni: “Con quei lavori nel 2008 organizzai la mia prima mostra da Fogola a Torino, mentre stavo ancora studiando. Poi ho illustrato un altro libro, Matto per gli insetti, edito dalla stessa casa editrice, un volume supercolorato”.
Dal 2009 al 2011 ha collaborato con la rivista “Piemonte Parchi” e dal 2009 al 2017 con la rivista “Gardenia” illustrando una rubrica mensile con paesaggi e elementi botanici. Ancora, 2018 e 2019 ha creato le illustrazioni per la rivista “Voi...Noi...Bimby” della Vorkerk. Numerose le partecipazioni a mostre: al castello di Roncade (Treviso) e al castello di Thiene (Vicenza), alla collettiva “Nel Bosco” al Museo Tirozzo Carestia in val Sesia e per “Wild animals” da Edit a Torino, al Museo di Scienze Naturali di Brescia per “Disegnare la natura” nel 2025 e alla recente collettiva “800 anni di San Francesco” alla Certosa Reale di Collegno.

Da anni, in autunno, Magali inizia a pubblicare sui suoi canali social abbozzi di quei disegni che si trasformeranno nell’affascinante ed elegante calendario annuale naturalistico che di lì a poco sarà acquistabile su prenotazione. Il primo calendario a cui ha dato vita è nato da un progetto commissionatole dal 2011 al 2013 dal Comune di Cherasco: “Ho visto che il prodotto piaceva e quindi ho pensato di continuare a farlo per conto mio. Ogni anno cerco un tema, per il 2026 il filo conduttore sono stati gli animali in via di estinzione e per la prima volta è stata inserita una parte testuale scritta dalla zoologa e divulgatrice Mia Canestrini”.

Quali progetti ci sono nel cassetto dei desideri dell’artista? “Mi piacerebbe disegnare un’enorme balena: è un animale che mi affascina perché è legato anche a un discorso spirituale e si può raccontare attraverso il legame che ha con la propria famiglia – conclude Magali - In questo periodo, però, mi sto dedicando a illustrare degli interni per cui devo essere molto concentrata, è un lavoro super impegnativo. Ogni lavoro è come una sfida e amo ogni lavoro perché unico”.
Sito: Magali de Maistre


